I gay sono “malati” che vanno “riparati”? Il sindaco di Spresiano, Riccardo Missiato, è invitato giovedì 29 luglio al Padova Pride Village: in scena andrà “L’ultimo Sanremo del Millennio”, la piéce teatralce che mette in ridicolo chi formula certe argomentazioni. E in particolare i sostenitori delle cosiddette “teorie riparative”, quelli cioè che sostengono di poter trasformare i gay in etero (e perchè mai il contrario?).

Gli assunti (sbagliati) sono sempre gli stessi: come se l’omosessualità fosse una fase di “passaggio”, e si possa tutto ad un tratto cambiare i propri interessi. Non basterebbe osservare la natura per accorgersi che la sua ‘naturale’ varietà la arricchisce anziché metterla in pericolo? Soprattutto, cosa c’entra Sanremo con tutto questo?
Si sa che i gay sono da sempre amanti della cultura popolare e delle canzonette (anche Luchino Visconti amava seguire il festival). Per cui lo spettacolo di Flavio Mazzini ha voluto immaginare cosa potrebbe succedere a un gruppo di ex-gay ‘guariti’ dalle terapie di un losco professore, se si riunissero a vedere la finale di Sanremo esattamente come quando erano ‘malati’? E per non lasciare nulla di intentato, ha aggiunto una vicina ninfomane e una pornostar disincantata, ambientando il tutto nel 1999, visto che da allora ad oggi, poco è cambiato.
La commedia è stata scritta da Flavio Mazzini e vede coinvolti sulla scena Cristiano Cecchetti, Fabrizio Costa, Angelo Curci, Fabrizio Foligno, Silvana Rossomando, Michela Totino e da ”assente straordinario” Stefano De Santis. La regia è di Marco Medelin.

L’ingresso al Pride Village sarà libero dalle 20 alle 21 e costerà 5 euro dalle 21 in poi. La “Festa di tutti” è nel boulevard della Fiera, con ingresso dal parcheggio nord di via Goldoni.

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